'Naples in the World' - Premio alla Carriera per Enzo Moscato

 

 

 

'Naples in the World' a Ravello premiati Sebastiano Somma, Stefano Giuliano ed Enzo Moscato

 

                 

Si è svolta ieri, lunedì 3 agosto, nell'incantevole location dell'albergo Marmorata di Ravello, la diciottesima edizione del premio "Naples in the World", dedicato alle eccellenze artistiche e ai talent della Campania che danno lustro a Napoli e alla tradizione partenopea nel mondo.

Anche quest'anno, come nelle edizioni precedenti, la kermesse, organizzata dall'immarcescibile patron e direttore artistico, Giuseppe Mascolo, è stata esuberante e contenuta insieme, elegante e raffinata con uno stile moderno. Lo spirito è quello di Ravello, gli orizzonti infiniti sono quelli della costa della baia di Marmorata, nell'alto medioevo approdo delle navi mercantili della nobile famiglia Rufolo di Ravello.

Variegato il parterre dei premiati: dall'attore Sebastiano Somma ad Enzo Moscato, da Bruno Colella al sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier di cui sono stati riconosciuti caratteri gentili, toni pacati e una capacità di mediazione nella sua azione amministrativa. Il riferimento più attuale è quello alla Fondazione Ravello, la prima realtà culturale della Costiera Amalfitana.

E poi Imma Villa, Carmen Pommella, Alessandra Borgia a rappresentare in gran parte il meglio del teatro napoletano e dell'innovazione; Orazio Cerino e Davide Sacco premiati per l'impegno sociale e drammaturgico profuso nell'aver portato in scena un testo tratto da Victor Hugo. A Emma Di Lorenzo il premio come giovane giornalista,e poi il jazz di Virginia Sorrentino, dalla voce calda e suadente, il sax di Stefano Giuliano e la voce inconfondibile di Massimo Masiello con il suo ultimo impegno dedicato allo straordinario Bindi. E ancora uomini di cultura come Alfonso Andria e Pino Acocella, per finire con un premio collettivo all'acclamato Amalfi musical, scritto, diretto e interpretato da Ario Avecone, che in quattro stagioni ha ottenuto i successi auspicati.

La parte finale è riservata a Enzo Moscato, insignito di un premio alla carriera, forte di un anno indimenticabile in cui è stato acclamato come autore per Scannasurece, insieme ad Imma Villa, e per la Carmen con la regia di Mario Martone. Al termine della serata che ha visto anche le passerelle delle splendide modelle dell'atelier Cerrone di Avellino, degustazioni delle specialità di mare della cucina dell'hotel Marmorata e, dulcis in fundo, le delizie del maestro pasticciere della Costa d'Amalfi Sal De Riso, presente tra gli ospiti.

 

Fonte: Web.

 

 

 

GRAND'ESTATE (un delirio fantastorico, 1937/1960...ed oltre)

GRAND'ESTATE

(un delirio fantastorico, 1937/1960...ed oltre)

 

Regia Enzo Moscato

 

Voci e corpi in scena per una narrazione delirante di ben quattro decenni e oltre di cronaca o di storia napoletana ed internazionale.

Voci e corpi in scena per un intricato labirinto di figure ed eventi, catastrofi  e repentine resurrezioni, detti col tono sornione di chi narra una saga mediterranea d’ irresistibile comicità, d’ incontenibile sarcasmo.

Partendo dall’ epoca fascista e dall’ occupazione italiana dell’ Africa Orientale; cantando i fasti e i nefasti di un casino arroccato sui Quartieri Spagnoli e delle relative puttane che, con trasferte e quindicine in esotiche terre d’ oltremare, vi si impiegavano a intrattenere gerarchi e soldataglia; inventando, per cielo e per mare, una sorta d’ odissea sgangherata di paria emarginati; galoppando inverosimilmente per segreti lazzaretti anti-sifilide o affollati campi bellici, tedeschi ed alleati, messi su per addestrare bislacche ‘spie’ che non si capisce bene chi debbono spiare e da parte di chi; la concitata corsa di parole e di assurdi, allucinati avvenimenti, narrati dai due attori (che sono, di volta in volta, gli incredibili personaggi di Sciuscetta, Poppina, Asor Viola, Lattarella, D.D.T., Fraulè Doktor, etc…etc…), vaga, disinvolta, per i gloriosi anni del puttanesimo nazionale, transita, per un momento, per i malinconici 1958/1960 ( era del varo della famigerata legge Merlin sulla ‘chiusura’ delle case chiuse…), per poi arrestarsi (ma solo in apparenza), con un ultimo guizzo di reviviscenza ardita e picaresca, ai giorni nostri, dove due tarde epigoni (‘Tutte ‘e sere’ e ‘Messa in Piega’) delle Segnorine di un tempo – all’ interno di un fatiscente club per avvinazzati ex reduci di tutte le guerre – rimemorano con enfasi le gesta delle loro antiche ave e decidono di scrivere al presidente Napolitano, affinché istituisca finalmente un ‘D. Day’, o giorno memoriale, in onore delle eroiche prostitute di una volta.

Un simbolo a memento, dunque, per una razza  di combattenti (e resistenti !) del sesso ormai svanita, o squallidamente sostituita delle ‘escorts’ attuali.Questo, il plot narrativo. Ma ‘Grand’ Estate’ è anche, ovviamente, una fitta rete raffinata di carni e di fantasmi di scrittura, in assoluto.Una ‘poussée’ visionaria, legata strettamente ad altri indimenticabili lavori (‘Cartesiana’, ‘Luparella’, ‘Little Peach’…); ad altri tasselli, comici e tragici, di quel vasto mosaico, quella babelica ‘comedie humaine’, degradata, barocca, rutilante, con cui Moscato, negli anni, con rotture ed innovazioni, ci ha abituati a ripensare Napoli e la sua straordinaria lingua leggendaria.

 

 

 

Napoli '43 - Teatro Nuovo Napoli

 

La Compagnia Teatrale Enzo Moscato porta in scena il 7 - 8 - 9  Novembre, al Teatro Nuovo di Napoli, Napoli '43.

 


 

 

Testo e regia Enzo Moscato.

con:

Enzo Moscato
Antonio Casagrande
Cristina Donadio
Benedetto Casillo
Salvatore Cantalupo
Lalla Esposito
Rita Montes
Enza Di Blasio
Carlo Guitto
Francesco Moscato
Gianky Moscato
Giuseppe Affinito
Amelia Longobardi
Caterina Di Matteo
Salvatore Chiantone
Gino Grossi
Paco Correale

con la partecipazione di Lucia Celi, Rosa Davide, Donatella Sbriglia, e i piccoli Maria Pia Affinito, Isabel e Oscar Guitto.

Immagini sceniche di Mimmo Paladino

Organizzazione Claudio Affinito

 

A settant'anni dall'occupazione nazista e dalle gloriose Quattro Giornate che i Napoletani condussero per scacciare i Tedeschi dalla città, se ne rimarranno in scena gli eventi, i sentimenti, le figure popolari.

 

Trasfigurandoli e riporgendoceli come un affascinante Cunto Leggendario.

 

La suite, aspra ed armoniosa, di pensieri, parole, azioni che composero una magia, incredibile Epopea, mettendo in tal modo a fuoco - per quello che oggi può sembrare un contesto urbano antropologico degradato e senza più ricorsi alla memoria - un appassionato esercizio di meditazione e di riparazione, su e di quei fatti, che fecero di Napoli la prima città d'Europa, per valore d'eroismo e per ferma riconquista della propria libertà.

 

Attraverso la partecipazione, non solo attoriale ma civica ed emotiva degli attori coinvolti nel progetto, lo Scenario Evento di "Napoli '43", si propone ad andare oltre il mero dato spettacolare e di suggerir piuttosto (ai fini di suscitare, trattenere, dilatare la vita e l'utilità del ricordare, destinandole soprattutto alle ignare e più recenti generazioni) un nuovo modo di sentire e di partecipare il Teatro.

 

Cioè un'interessante ed inedita visione drammaturgia, fatta di corale coinvolgimento creativo, che mettendo tra parentesi il talento  professionale e il tecnicismo di saperi specifici, tende in primo luogo a dare al pubblico un ruolo più dinamico, sinergico e protagonale nel gioco ludico della proiezione-identificazione-riappropriazione emozionale di quanto scorge vivere/riaccadere sulla scena.

 

 

 

"Tempo che fu di Scioscia"

Presentazione del libro di

Enzo Moscato 

TEMPO CHE FU DI SCIOSCIA 

venerdì 7 novembre 2014, ore 17.30

Teatro Nuovo 

via Montecalvario, 16

Napoli

Interventi di:

Antonia Lezza

docente di Letteratura Teatrale Italiana presso l’Università degli Studi di Salerno

fondatrice e presidente dell’associazione

“Centro Studi sul teatro napoletano, meridionale ed europeo”

 

Pasquale Scialò

compositore, musicologo,

docente di Pedagogia della musica presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno

e di Etnomusicologia e Storia della Musica

presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli

 

Nino Daniele

Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

 

Letture di Isa Danieli

 

Saranno presenti l’editore Tullio Pironti e l’autore Enzo Moscato

Undici racconti, undici punti di vista sulle Quattro Giornate di Napoli.

Ne emerge, attraverso una lingua arcaica e modernissima al tempo stesso, con il plurilinguismo che è cifra stilistica propria di Enzo Moscato – e che lo ha imposto all’attenzione della critica e del pubblico, non soltanto italiani – una vivida e vivace descrizione dell’inquieta Partenope.

Per dirla con Moscato: «[…] un piccolo affresco, senza la solita separazione dicotomica, in bianco e nero, delle cose e le persone, con i Napoletani, puri e buoni, da una parte, e i Tedeschi, bruti e bestie, da quell’altra. Con i martiri e gli eroi, da un canto, e i vigliacchi e gli assassini, simmetricamente opposti a quelli».

Il tutto nel Tempo che fu di Scioscia: «[…] proverbialmente riferito a una figura, un personaggio antico, di cui tutti sentono dire, sentono parlare, ma che nessuno ha mai conosciuto o visto, concretamente, nella vita. Le gesta di Scioscia sono, di fatto, temporalmente come relegate dentro una distanza siderale. Come ammantate di un fiabesco, leggendario alone. Ma sono anche – e sempre di più, al giorno d’oggi – come circonfuse dalla malinconia di un progressivo, inarrestabile cader nell’oblio».

Undici piccoli gioielli, che vanno ad arricchire il percorso artistico di una tra le voci più originali del panorama teatrale italiano.

 

 

Tà - kài - tà - Teatro Nuovo

Dal 23 al 26 ottobre, feriali 21.00, domenica 18.30
TEATRO NUOVO
Via Montecalvario, Napoli - Tel 081 497 62 67
‘ Tà-Kài-Tà ’
(Eduardo per Eduardo)

di Enzo Moscato
con Isa Danieli e Enzo Moscato

‘Tà-kài-Tà’ (‘Questo e Quello’ in greco antico), non è un testo ‘da’ ma ‘su’ Eduardo De Filippo.

Non è un racconto, è piuttosto un periplo immaginario, una ri-scrittura ‘per frammenti’ (naturalmente immaginaria, fantastica), intorno ai pensieri e ai sentimenti che possono aver sfiorato, per un attimo, l’anima ed il cuore del nostro più importante drammaturgo del secolo scorso.

Omaggio originale, creativo, non conformista, dedicato alla figura di Luisa (‘Luisella’) De Filippo, secondogenita di Eduardo, morta bambina nell’ ultimo scorcio degli anni ’50. Quasi simbolo e metafora di quel breve vento di rinnovamento che carezzò Napoli dopo la seconda guerra mondiale.